Forino Borgo Castello
Chiese ed edifici
 
Forino
Il territorio
 
Il paese, situato nell'area turistica Serinese-Solofrana secondo un itinerario realizzato dalla provincia di Avellino, si estende in una vasta piana, circondata da una corona di sette monti: Falieso, Battincollo, Boschitello, Piana (la cima più alta di 980 metri), Tironi, Romola, San Nicola.
I monti che circondano Forino fanno parte dell'Appennino napoletano e dividono il territorio ad est dalla pianura di Aiello, ad ovest dal Vallo di Lauro, a sud dalla Piana del Monterese, e nord da Avellino.
Un habitat naturale per fauna e flora fanno di questa terra un luogo incontaminato, dove è possibile ancora affacciarsi verso le prepotenti e quietanti bellezze del paesaggio.
Il clima particolarmente temperato consente una variegata  produzione agricola: da annoverare sono soprattutto noccioleti e castagneti, che non solo contribuiscono ad arricchire paesaggisticamente il territorio, ma rappresentano pure la ricchezza della popolazione contadina locale (forte esportazione alle industrie dolciarie).
Il comune di Forino, che dista km 11 dal capoluogo, si compone di tre frazioni: Castello (che dista dal centro km 3), Celzi (km 2) e Petruro (km 2). Si trova a distanza di km 55 dal capoluogo di regione Napoli, ed è raggiungibile dall'autostrada A-16 Napoli-Bari con uscita al casello ovest di Avellino, e mediante la strada statale n. 88, fino al bivio di Celzi. La stazione delle Ferrovie dello Stato più vicina è quella di Montoro, e per questa ragione le percorrenze interprovinciali vengono favorite da servizi di autolinee

 

Borgo Castello

 

Secondo studi storici, il primo insediamento della comunità che diede poi origine al "locus Forino", si ebbe nel luogo ove ora si rattrova la frazione Castello, in altura, sulla collina di San Nicola. La posizione strategica (scelta per difendersi dalle invasioni barbariche)attribuisce alle  case un nascondiglio perfetto: ancora oggi  un gruppo di esse resta nascosto alla vista. A causa del terremoto del 1805 che danneggiò in forte misura Castello, quasi tutte le costruzioni risalgono all'inizio del XIX secolo; osservando i portali di Castello e delle più antiche abitazioni di Forino  sono comunque visibili i segni della dominazione aragonese: questa introdusse l'usanza di scolpire sui frontali delle porte un fiore, che stava ad rappresentare e ad indicare il sorgere e la costituzione di una nuova famiglia. Ogni stirpe della famiglia, veniva inoltre indicata con l'aggiunta di una foglia allo stelo del fiore.
Oggi il borgo rurale di Castello appare un luogo ove tutto (o quasi)sembra essersi arrestato: le case costruite su di un tracciato stretto e addossate una all'altra, abbracciano con armonia la natura ma sembra che stiano "sopravvivendo" al tempo. Un ristorante e qualche anziano sono gli unici abitanti; la maggior parte delle case (che hanno subito gravi danni in seguito al terremoto del 1980) sono state abbandonate e cedono poco alla volta; poche altre hanno subito ristrutturazioni inadeguate che nessun potere legislativo ha vietato, o stanno per essere avviate alla ricostruzione sulla stessa scia distruttiva. 

 

Forino 23 novembre 1980

 

 Tra gli eventi che hanno segnato dei cambiamenti nella storia del paese, non si può non menzionare il tragico terremoto avvenuto il 23 novembre 1980 in Irpinia. Le scosse tra il nono e il decimo grado della scala Mercalli colpirono soprattutto la zona dell'Alto Sele e Lucania, ma numerosi altri paesi della provincia di Avellino, Salerno, Napoli e Potenza furono colpiti. Anche Forino e le sue frazioni furono drasticamente scenario di crolli, macerie, e di alcune vittime. Il sisma causò il danneggiamento di chiese ed edifici storici, la perdita della propria abitazione per molti abitanti, bloccò le attività agricolo e manifatturiere in maniera così grave da generare una fase di depressione economica. La ripresa fu lenta e faticosa, ed oggi la riflessione che vuole farsi è dura ed amara: parte del patrimonio artistico-culturale è andata del tutto distrutta, colpa del terremoto, dell'apatica indifferenza della popolazione, e delle decisioni affrettate e sbagliate che l'amministrazione dell'epoca attuò senza preoccuparsi di ricomporre il tessuto urbanistico-architettonico della Forino antica.
Si è assistito a grandi e piccoli abusi, e ad una volontà che ha tralasciato ciò che avrebbe testimoniato l'identità di un paese che oggi poco dice delle grandezze del suo passato. Parte dei pochi beni-architettonici sopravvissuti al terremoto richiedono attualmente un urgente opera di restauro e conservazione: Castello, se non inserito in un adeguato piano di recupero e sviluppo tra qualche decennio potrebbe irrevocabilmente andare perduto.